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DANIELE
CUDINI |
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New
Classic |
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a
cura di Vittoria Coen |
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Inaugurazione
sabato 14 febbraio ore 18 |
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Betta
Frigieri Arte Contemporanea, via Giovanni Muzzioli 8, Modena |
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dal
14 febbraio al 28 marzo 2009 |
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catalogo
in galleria Damiani Editore |
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Cudini
è riuscito ad elaborare un suo personalissimo linguaggio attraverso
una pittura iridescente e irriverente, tesa a svelare il senso interno
delle immagini e le contraddizioni del nostro tempo, giocando sull’ambiguità
dei soggetti e dei significati, con parole, segni, interventi di pittura
su stoffa, su carta, che costruiscono spesso installazioni e dove
il valore dell’opera è soprattutto nella sua dichiarazione.
Già dalla sua personale in uno spazio istituzionale, Le Logge dei
Balestrieri a San Marino, si potevano intuire gli sviluppi successivi,
o, quanto meno, la direzione scelta, dai libri d’artista, campionario
variegato di colori e di personaggi inventati o reali, alle grandi
tele gonfie di materia, ai piccoli schizzi straordinariamente espressivi.
Anche nei bianchi e neri il colore assume una funzione precisa, quella,
solo apparente, di stemperare i toni.
Prediligere, ad esempio, icone ben note a tutti, scelte dalla storia
meno recente e, con attenzione imparziale, da un passato più vicino
e culturalmente vivo per noi, e presente, è stato così una sorta di
pretesto per accentuare la presa espressionistica che era evidentemente
diventato urgente sviluppare, dopo il periodo in cui animali e persone
si ritrovavano in uno spazio ampio, ma più vuoto, e in cui il segno
ostentava la propria essenzialità.
Oggi il lavoro di Cudini ha raggiunto una maturità e una forte consapevolezza,
e l’artista rivendica con forza la necessità di leggere e di interpretare
il proprio tempo: problemi e contraddizioni della nostra società,
miti di ieri e di oggi che si sovrappongono nell’immaginazione, occasioni
momentanee e flash improvvisi in apparizioni di mostri, mostriciattoli
con le deformazioni più impensate... questi sono alcuni momenti del
lavoro.
L’alterazione dei tratti diviene davvero drammatica quando l’indagine
insiste sulla patologia e la deformazione, che in qualche caso si
limita ad essere sarcastica, e che diventa tragica in mezzo ai colori.
La popolazione che vive nelle opere di Daniele Cudini è varia e straordinaria,
un’”umanità intensiva”, come la chiama l’artista, con famiglie inquietanti
che sembrano nate da un film horror, Elvis Presley con occhiali scuri
che sorride alla telecamera, grasso e bolso nel suo abbigliamento
- divisa, animali e persone che si mescolano nel caleidoscopico universo
di una pittura che sembra sospesa nel vuoto, tranne quando l’artista
si cimenta con architetture e ambienti dove è facile riconoscere alcuni
oggetti di design. Wally, il curioso pupazzo che spesso appare, sembra
quasi il narratore di questi fotogrammi di storie, come la voce recitante
in un film, mentre altrove una gioventù annoiata e cinica sembra attendere
nuovi miti.
Mi viene in mente “Non è un paese per vecchi”, l’ultimo film dei fratelli
Coen, che si snoda sulle superstrade e nei motel di un’America che,
da una parte, sembra guardare con nostalgia autoironica ad una sorta
di età dell’oro (nelle riflessioni dello sceriffo), dall’altra vede
infrangersi il sogno in una violenza gratuita e ormai non più arginabile
nella solitudine e nell’indifferenza di individui che si scontrano
senza mai incontrarsi.
Più vicino a noi, mentre Cudini cristallizza e fotografa i suoi personaggi
che riecheggiano un grottesco Muppet Show, esasperato e tragico, potrebbe
capitare di incontrare un nuovo operaio Cipputi preso in prestito
dai disegni di Altan, intrappolato tra i mille elementi che affollano
il suo ambiente così come quando, all’inizio, si mostrò al pubblico
su alcuni numeri della rivista Linus molti anni fa. Cudini è un artista
contemporaneo, non è un artista “attuale”, non insegue le tendenze
momentanee, non si arrampica faticosamente sulle nuove tecnologie,
come alcuni suoi coetanei. “Per essere nel proprio tempo” - sembra
volerci dire - “bisogna essere dei nuovi classici”.
Vittoria Coen. |
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Orari
d'apertura
mercoledì-venerdì 16-19
sabato 10-13 / 16-19
oppure su appuntamento |
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Betta
Frigieri Arte Contemporanea
via Giovanni Muzzioli 8, 41100 Modena
tel. +39 059 4270673 - cel. +39 339376636
info@associazioneculturalebettafrigieri.it
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