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  BRUNO MUNARI  
   
  Bruno Munari (Milano 1907-1998) è cresciuto artisticamente nell'ambito del secondo Futurismo, dal quale trarrà molti spunti per la sua ricerca visuale e con grande interesse per l'oggetto nella sua complessa definizione ed identificazione di caratteri, attributi e significati.
Nel 1925 conosce Filippo Tommaso Marinetti, simpatizza con Giacomo Balla ed Enrico Prampolini, gli artisti che influenzarono maggiormente la sua formazione. Dal 1927 partecipa alle collettive dei Futuristi esponendo alla milanese Galleria Pesaro, alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a Parigi.
Nel 1930 inizia a creare le sue prime Macchine aeree, poi chiamate Macchine inutili, opere concepite come quadri astratti, tridimensionali, mobili, evoluti nello spazio, che anticipano la sua idea d'arte come ambiente. Queste macchine, che lo rendono celebre nei circuiti artistici dell'epoca, non vanno confuse con quelle di un divertente libro nel quale Munari inventa L'agitatore di coda per cani pigri e Il motore per tartarughe stanche.
Nel 1939 diventa art director della rivista "Tempo". Con Max Huber collabora alla creazione dell'immagine della casa editrice Einaudi. Del 1945 è Ora X, il suo primo multiplo cinetico; del 1948-49 i Libri illeggibili. Nel 1948 fonda con Gillo Dorfles, Gianni Monnet e Atanasio Soldati il MAC (Movimento Arte Concreta) che è diffuso in tutto il mondo ancora oggi.
Nel 1947, portando avanti la problematica di un'opera interattiva con lo spazio circostante, realizza forse la prima istallazione nella storia d'arte, Concavo-convesso: un retino metallico appeso al soffitto in una stanza quadrata, illuminato da luci puntiformi, che proietta un'ombra sulle pareti con un movimento spontaneo. Dalle proiezioni d'ombre arriva ad ideare gli ambienti di luce: le Proiezioni dirette (1950) e successivamente le Proiezioni a luce polarizzata (1953).
Del 1951 sono le Aritmie, le Strutture continue tridimensionali, gli esperimenti Negativo-positivo, i numerosi film di ricerca, la progettazione d'oggetti d'arte cinetica e le sue famose Sculture da viaggio in cartoncino, legno o metallo piegabile. Seguono le Xerografie originali, i Polariscope, gli oggetti flessibili Flexy, i giochi per i bambini e tanti altri oggetti d'arte.
A quest'intensa ricerca nel campo della sperimentazione visiva e attività di progettazione, s'accompagna quella non meno costante e feconda della grafica editoriale, degli allestimenti e della saggistica. Tra i suoi numerosi scritti, fondamentali sono Design e comunicazione visiva (1968), Arte come mestiere (1966), Artista e designer (1971), Codice ovvio (1971).
Premi e riconoscimenti gli giungono da ogni parte del mondo: il premio della Japan Design Foundation (1985), il premio Lego "per il suo eccezionale contributo allo sviluppo della creatività nei bambini" (1986), quello dell'Accademia dei Lincei per la grafica (1988), il premio Spiel Gut di Ulm (1971, 1973, 1987) e, nel 1989, la laurea ad honorem in architettura dall'Università di Genova.

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